lunedì, 16 novembre 2009
matrix63 questo è il genere musicale che piace a me.
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lunedì, 16 novembre 2009











lunedì, 16 novembre 2009
DON CHISCIOTTE
impenetrabili
muri di gomma
dove l'ottusità
si sposa
con la saccenza
ed ognuno deposita
la sua verità
in pegno alle
sue paure

Don Chisciotte
e il suo delirio
non cavalcano più
sul loro esausto Ronzinante
nè Dulcinea
potrà ispirare
alcuna eroica impresa
perchè anche loro
ora sanno
quanto sciocco sia
lottare contro
i mulini a vento

l'ideale dimora
nella noia
e la noia avvolge
il mio tempo
che regolo ad arte

picaro e bohemmienne
mi vivo l'illusoria gioia
di ogni giorno
spesso uguale a se stesso

dell'eroico Hidalgo
non ho nulla
neppure il cortese amore
per la vita

sono un grezzo
Sancho Panza
senza vuoto
e senza pieno
e la mia sola arte
è quella della
disillusione

siamo tutti burattini
persuasi di governare
i fili del nostro destino
ma non ci crede più nessuno
neppure i bambini
che più di tutti
ci osservano
e ridono di noi



marsel
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domenica, 15 novembre 2009
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Ci sono i mega-schermi. è vero. Però vedere le facce che fa il Vasco è un'altra cosa. E, magari, acchiappare uno dei cappellini che lancia durante il concerto, o la T-shirt che si sfila alla fine rimanendo a torso nudo, non importa se meno tonico di quello del suo chitarrista Stef Burns.
Il modenese Vasco Rossi 57 anni compiuti a febbraio, è tornato a cantare nei palasport. Non lo faceva dal 1996: troppo piccoli per uno che, a partire da SanSiro nel 1990, riempie gli stadi.

Il primo ed il secondo concerto tutto bene , ma poi ci fu il terzo a Vicenza,Di fianco al palco c'era un bar con un gruppo di ragazzi seduti fuori. Ad un certo punto cominciarono a fare freccette e tirarle, Gli assalì una rabbia enorme e si disse:" La prossima volta che qualcuno mi disturba o mi prende in giro,, scendo e faccio a botte". Da allorà cominciò la guerra, prendeva la gente per il collo, però era tutto rock nel senso che mentre mandava via i facinorosi, continuava a cantare.

Le sue canzoni più belle sono tutte dedicate a donne, in cambio loro lo hanno massacrato. A 14 anni la ragazza del primo bacio. Erano alle giostre e come al solito non aveva una lira.A un certo punto passa un ragazzo grande, avrà avuto 19 anni, si ferma con la macchina davanti e le chiede se voleva salire. Gli sembrava bruttissimo, è finita che se ne sono andati insieme.Un'atra gli fece lìelenco di tutti i suoi difetti.dalle spalle piegate al fatto che lo considerava la persona più inutile del mondo. Tutte le sue canzoni più incazzate sono dedicate a lei, le deve una parte dei diritti Siae.
Vita spericolata è ancora la anzone della sua vita.
Andò in discoteca e tutte quelle che vedeva gli piacevano. Passò da una all'altra, senza fermarsi mai con nessuna, finchè fece il giro di tutto il locale. A quel punto, però non poteva mica fare il giro una seconda volta, così uscì. Arrivò in barca che aveva ancora tutta quell'eccitazione e la sfogò nella musica, scrisse "Un senso", questa fu la vera canzone della sua vita, poichè se la sua vita sarà calpesta non la rispetterà più.
postato da: alessandra62 alle ore 20:47 | Permalink | commenti (10)
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domenica, 15 novembre 2009



Le quattro fontane
Un astrattismo vivificato da una emissione di luce pulsante, quasi sfrenata. Da bagliori interni carichi di energia cromatica che abbacinano lo sguardo, trasmettendo un senso di vitalità e di gioia.
" Chi ha scritto " Gesù fate luce?" E' la domanda che Giuseppe Ungaretti rivolge al poeta Elio Fiore percorrendo in automobile i tortuosi tornanti di una collina. 
 "Ricordo anche la salita
con Ungaretti a Montevergine all'alba
D'improvviso, in una svolta in macchina,
il mio maestro mi gridò impaziente.
"Chi ha scritto Gesù fate luce?".

Il Giovane poeta non risponde; poco gli interessa ricordare che ne è autore Domenico Rea, ma commenta:"
Erano gialle nell'azzurro
le ginestre in fiore, inespremibile,
il mio segreto in core".

Montale e Ungaretti.celebrando i suoi idoli dice: Ungaretti ha scavato la mia anima, e mi ha fatto incontrare, l'azzurra luce di MontaLE". " e' UNA LUCE CHE AFFINA E CI PREPARA AL MISTERO DELLA FINE DELLA VITA E CHE ILLUMINA I COLORI"
" Ho atteso che vi alzaste  -sono versi di Ugaretti-
colori dell'amore
E ora svelate un'infanzia di cielo."
" Le parole- confessa Piero Dorazio sulla spinta suggestiva dei due poeti-come suoni e colri. evocano dal profondo passioni, sensualità e follia: se si trova il modo di combinare quelli giusti, istintinto e sentimento si trasformano in emozione, in poesia".







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L pitura di Dorazio è vivificata da una pulsante emissione di luce, quasi sfrenata, e da bagliori interni caricati di energia cromatica e sonora che abbacinano lo spettatore; se Kandisskij attribuisce all'arte il compito di trasmettere una vibrazione interioe, e Rothko è certo che i dipinti debbano essere miracolosi
Per Dorazio l'arte moderna deve trasmettere fondamentalmente allegria e si pone, laicamente, contro le paure e le fobie imposte da filosofia, teologia e politica.





illusion d
"Le fine ondulazioni della sabbia
anch'esse sono naufragate nella fitta trama dei raggi che battono uguali da tutte le parti. Non c'è più nè cielo, ne terra. Tutto ha un rovente ed uguale color giallo grigio, nel quale vi muovete a stento, ma come dentro ad una nube."

postato da: alessandra62 alle ore 16:39 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 13 novembre 2009


Sempre in agguato, la solitudine si nascondeva in ogni piega del suo essere. Il suo animo tremolante si aggirava nei labirinti delle sue sensazioni, non riusciva a scacciarla da quel nodo di pianto che saliva lentamente da dentro di lei per sciogliersi nei suoi occhi, avvertiva il gusto salato sulle labbra.
si lasciava trasportare teneramente da un sottile pensiero e subito desiderava ascoltare la sua voce.
Ma era fredda, non la riscaldava da quella sensazione di freddo che da tanto tempo l'accompagnava, le sue parole erano belle, sapeva sceglierle, sapeva cosa dirle, ma a lei non giungeva nessuna oscillazione dalla sua anima. perchè le sembrava sempre di disturbarlo? Non sentiva gioia nella voce di lui e lei all'improvviso balbettava, non riusciva più a dire una parola, veramente non riusciva più neanche a pensare. La sua voce diceva delle cose, ma quelle cose non avevano senso, suonavano come frasi fatte.Si sentiva stordita, finita la comunicazione, quel nodo, quel nodo di pianto.


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Voleva amare con tutta se stessa, voleva crederci. Intanto sognava , e mentre sognava si sentiva quasi felice.
A volte le sembrava quasi di toccare quella meravigliosa sensazione di sospensione del cuore.
Gli mandava un messaggio, altri messagi, voleva che lui sapesse quanto lo desiderava. Silenzio.
Ogni tanto rispondeva, e quando lo faceva le sue parole erano gentili, ma fredde.
Forse lei non amava abbastanza se stessa, lei si sentiva sempre in colpa, inadeguata, sentiva sempre di sbagliare. ma quanto voleva amare!
Ogni tanto le sembrava di sentirlo, di toccarlo. Ma quando lei si avvicinava, le sfuggiva.
Quel nodo, quel nodo di pianto, che mai le passava.
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mercoledì, 11 novembre 2009




La storia dell'arte è una storia di corpi. spogliata di ogni preoccupazione iconografica o stilistica, la storia della pittura può essere raccontata come una storia di gesti e movimenti, un balletto di corpi che ogni volta trovano nuovi modi per occupare lo spazio.
La pittura è forse l'arte di immaginare la nostra vita come una coreografia sottoposta a una regia ferrea.La pittura è la vita senza imprevisto.La pittura ci attrae proprio perchè in essa-al contrario della vita-tutto è inevitabile quindi neccessario. la pittura è la vita sotto controllo.

Il Mondo di Gerge Condo è popolato da bestie misteriose, personaggi fantastici e attori più o meno falliti-vecchi clown e camerieri, signori e fanciulle, mostri e baccanti. tutto nel suo mondo, è apparentemente fuori controllo, ma a ben vedere rispetta una serie di regole pittosto precise.



                                           CONVERSAZIONE TIPICA


Uomo: Per me sei sepolta nel cemento fino al collo. Anzi no..fino al naso..è molto meno rumoroso.
Donna: Mi disgusti!
Uomo: Non è gentile dire queste cose:
Donna: Mi piaci quando ti arrabbi: Credo che sia il momento in cui mi piaci di più..quando ti arrabbi.
Versami ancora da bere..Amore!
Uomo: Dio mio, quanto trinchi!
Donna: Senti, dolcezza, se facciamo a chi beve di più, sono capace di farti finire sotto il tavolo tutte le volte che vuoi..quindi non preoccuparti per me! Uomo: Sono anni che ti ho ceduto il primato..Non c'è gara a chi è più disgustoso che tu non abbia vinto..
Donna: Se tu esistessi, divorzierei..te lo giuro..

Sogni e incubi che popolano la fantasia di Gerge Condo.



George Condo
postato da: alessandra62 alle ore 21:23 | Permalink | commenti (21)
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